Lancio uno spunto per una riflessione.
L'argomento di partenza della mia considerazione è il fatidico anno 1492 e il decreto di espulsione degli Ebrei emanato dal cattolicissimo re di Spagna.
Si racconta spesso che dalla Sicilia si mosse, allora, quasi un terzo della popolazione ebraica. La parte restante della popolazione rinunciò di fatto alla professione pubblica e, poi, definitiva, della fede (o forse è meglio dire appartenenza?) ebraica. In Sicilia restano oggi molti cognomi che, più di qualche monumento su cui si discute troppo, evidenziano maggiormente il permanere delle tracce dell’antico popolo del Libro. Mi pare che provare a discutere di ciò sia più importante di qualsiasi archeologico accanimento per il recupero di una vuota sinagoga o di un abbandonato bagno rituale. Nelle pietre non si conservano nè ricordi, nè DNA e ancora meno alcun segnale della fedeltà/infedeltà all’Onnipotente. Poco, almeno mi pare, che si faccia per studiare i tanti cognomi creati nella tradizione dell'onomastica italiana. Molti Ebrei, prima di quel 1492, avevano assunto cognomi di città o di piccoli paesi: Ragusa, Siragusa/Siracusa, Ferra, Ferla, Catania, Messina, Monreale, Palermo, Trapani, Lentini, Sciacca, Enna o provenienze da città come Milano, Pisa, Genova o Roma o da regioni come Calabria o Calabrese. Altri scelsero cognomi che si rifacevano all'ebraismo, e quindi Isaia, Saja, Namias, Namia o legati alla professione: Orefice, Cremisi, Croccolo, Ferla, Ferula, Tinto, Sità, della Seta, Seta, Zaffarano, e così via...
Nella ricerca del cognome ognuno dava sfogo alla propria immaginazione, ricreando comunque una chiave di lettura capace di essere notata da chi fosse stato in grado di interpretarla.
Ora, molto superficialmente, ho provato a scorrere alcuni cognomi presenti ancora oggi in Sicilia a titolo di campione esemplificativo, per capire cosa rimane come testimonianza di questa dispersione e/o integrazione forzata, vuoi per le difficoltà economiche, vuoi per una strategia di sopravvivenza, vuoi anche per personali interessi o mancanza di coraggio.
Il breve elenco che segue rileva, con approssimativi accenni, una situazione attuale in cui è possibile constatare, in Sicilia, una presenza di cognomi che potrebbero rimandare ad una radice ebraica (sottolineo il potrebbero per mettere in evidenza come la mia considerazione sia solo poco più di un pensiero appena soppesato e senza alcuna pretesa di certezza).
Guardiamo allora questo piccolo scandaglio gettato nel mare delle parole e dei ricordi:
Avà (=Ahavà cioè amore?? 10 persone); Ajala o Aiala (=aialà?? - 30 persone); Aronne (15 persone);, Busacca (= Busacac 2.000 persone - il cognome Busacac è attestato nei documenti quattrocenteschi); Amadio - Laudadio (200 persone); Anania o Nania (1400 persone); Asaro (1.500 persone - il cognome Asaraz è attestato nei documenti quattrocenteschi); Bondì (1.200 persone- il nome è la traduzione letterale di Jom Tov ossia buongiorno); Nania (1500 persone); Arria (150 persone); Basola, Barbasola, Basoli (50 persone); Benigno (1000 persone); Bonaiuto (250 persone=); Barucco (=Baruch?? 40 persone); Bonomo(=Bonom? 1000 Persone); Bellomo (=Bellom? 3500 persone); Bonanno (=Mazal Tov? - 3000 persone); Cabibbo, Cabibbe, Cabibi (700 persone); Canà (20 persone = D-o è grazia??); Camardo, Lo Mardo, Scamardo, Zimmardo (da Mardoc , nome biblico. Il cognome Mardoc è attestato nei documenti quattrocenteschi. Oggi sono documentate 120 persone con cognome derivato); Cannucà ( da Kannukkah - 20 persone); Caro o De Caro (ca. 7000 persone); Cascio o Lo Cascio (2000 persone); Catalano (2.500 persone – il cognome è attestato nei documenti quattrocenteschi); Cremisi, Croccolo, Dattilo(=Joav cioè Il signore è padre?? 45 persone); Dadone o Daidone (500 persone); Davide o David (530 persone); Didio oppure Di Dia (= Jedidia?? 700 persone); Delia, Dieli (=di Eli di Elia – 1.450 persone); Donato (2.000 persone - Il cognome è attestato nei documenti quattrocenteschi); Ebreo, Ebbreo (100 persone); Zerilli (1000 persone); Iaca (=Jacar ?? 70 persone); Inzerilli, Zerillo, Zerilli (300 persone); Filugello o Filugelli (25 persone); Italia (1000 persone); Giacobbe (1100 persone); Iaco (100 persone); Giosuè (120 persone); Giusto (2000 persone - fa parte per eccellenza dei nomi latini sacralizzati e recepita tra i nomina sancta ebraici); Galli (200 persone); Gallico (20 persone); Giobbe (50 persone); Gaudio ( 150 persone – cognome ebraico attestato dalle fonti); Isaia (700 persone); Pacifico o Pacifici (500 persone); Saia (1300 persone); Saja (390); Sceval (da Shevat? - 20 persone); Parrino (=sacerdote?? oltre 1200 persone); Errante Parrino (=errante sacerdote?? 200 persone) Levi (20 persone); Cuntrera Levita, Allevi, Levine, Alagna-Levi, Livio o Livi (cognomi derivati da Levi - 210 persone); Lo presti (=Calo-Presti? 4000 persone); Lopez (200 persone); Lupo (2000 persone – il cognome Lupu è attestato nei documenti quattrocenteschi); Calò (700 persone); Senia (300 persone); Marano (500 persone); Marchica (700 persone – Da Achikam nome biblico); Matalone (100 persone); Mercante (=20 persone per il cognome rimanda a ebrei Aschenaziti il cui cognome Kofmann veniva tradotto in mercante); Milano (700 persone); Lentini (3000 persone); Loria (1000 persone); Lagumina (80 persone – il cognome è attestato nei documenti quattrocenteschi); La Tora oppure Latorà oppure Tora (da la Torah - 220 persone); Liuzza (400 persone); Gesù (=Yehoshua??? 100 persone); Emanuele oppure d’Emanuele (600 persone); Ferla (500); Ferlisi (500 persone); Ferraloro (250 persone); Maimone (= Maimon ? - 1750 persone); Marsala (1000 persone); Malachia (10 persone); Massia (= Massiah? - 30); Manna (700 persone); Mascià (30 persone); Melli o Meli (1500 persone); Minisci (20 persone – il cognome è attestato nei documenti quattrocenteschi); Mosè (50 persone); Monreale (200 persone); Namia (=Namiah? 10 persone); Nizza (650 persone); Orefice (300); Pace (1500 persone); Pacifico (120 persone); Pepe (2000); Perez (800); Picciotto (500); Pinto (700); Pisa (300); Polito (600); Politi (900); Polizzi (1.800 persone – il cognome è attestato nei documenti quattrocenteschi); Portalone (50 persone); Rabà o Ravà (20 persone); Rausa (8.00 persone – il cognome è attestato nei documenti quattrocenteschi); Rea (=Reah 100 persone); Rodriguez (100 persone); Rosso (700 persone); Samuele (100 persone); Sansone ( 2000 persone); Santoro (=Shem Tov?? 5000 persone); Zema o Sema (=Tzemach?? - 65 persone); Scarpa (150 persone); Scialò (=shalom?? - 15 persone); Scarpa (100 persone); Scimone (= Shi’mon?? 1500 persone); Spagnolo (800 persone – il cognome è attestato nei documenti quattrocenteschi); Scimè (= Shi’mon?? 400 persone); Sità, della Seta, Seta, La seta (2000 persone - In Sicilia molti Ebrei avevano potuto dedicarsi sin dal primo stadio, cioè dalla coltura del gelso all’allevamento del filugello, dalla filatura alla tintura dei preziosi tessuti. Quella della tintura era stata per secoli in Sicilia una attività esclusiva per la quale pagavano una tassa chiamata appunto della «tincta judeorum»); Tedesco (2000 persone); Consiglio (1000 persone ca. ); Elia (400 persone); Jenna (70 persone); Genna (3000 persone); Iona (50 persone); Lollo (100 persone); Salomone (600); Staiti (450 persone - il cognome è attestato nei documenti quattrocenteschi); Sacco e Zacco (=Isacco?? 1.800 persone); Salemi (3.000 persone); Scibetta oppure Calascibetta(da shibet - V. anche Calò Shibetta - 1200 persone - il cognome è attestato nei documenti quattrocenteschi); Scibilia (da shibet?? - 1.000 persone - il cognome è attestato nei documenti quattrocenteschi); Sciabà (55 persone); Sciabbà (36 persone); Scialabbà (450 persone); Ungaro (=Ungar?? 150 persone); Tobia o Tobbia (600 persone - il cognome è attestato nei documenti quattrocenteschi); Vitale (4.000 persone); Zicari (da Zikkaron cioè memoria – 20 persone);…
L’elenco, ammesso che io abbia colto un pizzico di verità, potrebbe dilungarsi con molti altri cognomi. Ma non è questo il punto. Mi piacerebbe capire se è mai stata tentata una ricerca storica per comprendere cosa rimane di quella lontana eredità.
E’ evidente che non tutti i conversi rimasti vollero salire sul rogo o subire violente angherie e che una buona parte di essi ebbe come alternativa una forzata evangelizzazione.
Ma, ecco il punto, quei due terzi di Ebrei che vissero e crearono una discendenza cattolica sono andati persi del tutto alle strategie dell’Altisimo? O, solo per rimanere su questa terra, gli antichi correligionari li hanno già condannti ad essere poco meno di una reliquia magmatica e meticcia? E ancora: è possibile che i siciliani vogliano rinnegare un origine arcana e lucidare piuttosto qualche innocuo sasso che non comporta nessuna scelta?
Se una cappa di complice silenzio, cinquecento anni fa, si posò su quelle persone e se il credo celato si stemperò progressivamente nell’automatismo di una nuova appartenenza e nell’oblio dei ricordi, cosa resta loro da fare ora?
Anche di fronte ad una dimostrata discendenza da quel ceppo, probabilmente povero e incapace di opporsi all’arbitrio delle persecuzioni, troppi anni sono trascorsi per poter ritrovare l’orgoglio di una primitiva appartenenza?
E se anche emergesse tale desiderio c’è ancora qualcuno disposto ad accettare o sollecitare o favorire ri – conversioni alla fede mosaica, ad educare alla Legge e ai suoi adempimenti quotidiani?
Oltretutto, in un contesto in cui la religiosità cattolica è complementare a forme di sostegno e di integrazione nel consorzio civile, escludersi da tale apparato sociale significherebbe pagare un prezzo assai elevato.
Rimane da accettare dunque solo un destino da anime morte?
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